La rubrica di Daniele Magrini – A Siena manca il lavoro. E nessuno ci pensa

16 settembre 2014 Lascia un commento

Daniele Magrini

lavoro_4.jpgMi sfugge qualcosa. Chi è che sta pensando al lavoro a Siena? Inteso come il lavoro perso, che manca, che mancherà sempre di più. Negli ultimi cinque anni, secondo dati non aggiornati dell’Inail, in provincia di Siena sono stati persi 15.000 posti di lavoro. Ho l’impressione che l’aggiornamento ed un focus attento sulla città, diano risultati più pesanti. Il quadro senese si inserisce in un trend toscano: secondo i dati Excelsior di Unioncamere Toscana, la variazione occupazionale nella regione prevista per l’anno in corso, ovvero il saldo tra nuovi avviamenti e perdite di posti di lavoro, è negativo per oltre 11.500 unità, contro il -17.300 del 2013. Siena porta un “bel” contributo.

E la politica di Mps è destinata a incidere non certo positivamente anche sull’indotto: pensiamo solo alle tipografie senesi, che prima la banca faceva lavorare, e ora molto ma molto meno. Che prospettive di lavoro ci saranno soprattutto per i giovani? Quale è il nuovo modello economico dopo la crisi della banca? Quello senese è sempre stato un distretto basato sui servizi (bancario e pubblico impiego, sanità) e turistico-culturale. Non essendo di natura produttiva, non siamo neppure inseriti nell’elenco dei 200 distretti industriali riconosciuti dallo Stato. Con conseguente impossibilità di accedere agli ammortizzatori sociali come si fa, appunto, in quei distretti. Eppure è necessario ragionare come se quello senese fosse una sorta di “distretto evoluto”,  inserito in un sistema-Paese, dove il tema della de-industrializzazione è putroppo generalizzato.

Tornando al caso-Siena, il primo settore tradizionale, quello dei servizi, continuerà in maniera costante ad espellere occupati senza reintegrarli: dal Comune, dalla banca, dall’Università, dalla sanità. Il secondo, turistico-culturale, non  riuscirà a coprire le necessità, se non in parte. I progetti di Siena 2019 aiuteranno a individuare direttrici di marcia, ma bisogna anche smettere di attribuire qualità taumaturgiche a quei progetti, a cui peraltro non si potrà far carico di equilibrare l’emorragia occupazionale in atto. Parlando con Fabrizio Landi, presidente di Toscana Life Sciences, mi diceva che il modello possibile sarà quello di tante piccole unità produttive che, partendo da start up di innovazione, possano creare lavoro, a cominciare dalle scienze della vita. Ma che bisogna programmare i futuri livelli occupazionali, e governarla la crisi, determinando i nuovi flussi di lavoro. Cioè bisogna studiare e produrre ricette. Rispetto alla portata dell’emergenza, non mi pare invece che l’attenzione delle istituzioni senesi e delle forze politiche, sia all’altezza. Laddove un distretto perde la sua tipologia produttiva, come accade a Siena, per andare a mutazioni o integrazioni positive, c’è bisogno di analisi approfondite e di risposte efficaci e concrete. Soprattutto rapide. Ci vuole una task force territoriale, integrata magari da competenze esterne ma agganciate all’economia reale, non alla finanza, che determini il quadro della situazione e proponga soluzioni in termini di nuovi posti di lavoro in sostituzione di quelli perduti.

E’ stato fatto a Prato, quando l’aggresione della Cina ha messo in ginocchio il distretto tessile: un vero e proprio piano regolatore della occupazione sostitutiva, mettendo in fila le nuove attività con tanto di annesso numero di posti di lavoro previsti. A Siena di tutto questo non ragiona nessuno. Eppure non ci sarà più Babbo Monte a coprire le falle. E neppure i piani alti a suggerire le liste di assunzione a questa o quell’azienda amica. Soprattutto i giovani prendano coscienza che anche fare i servi al potente o i fedeli alla linea, a Siena non servirà più a nulla. Pretendano invece analisi e risposte per il lavoro, in base alle proprie competenze. Perchè prima o poi le risorse accantonate dalle famiglie, impiegate come “ammortizzatore sociale” per i figli disoccupati, finiranno anche a Siena. E allora non rimarrà che andarsene sbattendo la porta. Insomma, la classe non-dirigente senese, negli ultimi anni ha prodotto quantitativi ingenti di “economisti”, “banchieri”, “manager”, trasformati in un attimo in “esperti economici”, grazie alla bacchetta magica dell’asse banca-politica. Bene facciano qualcosa, se lo sanno fare, in termini di progettualità economica di territorio. Ma di concreto, non chiacchiere. Anzichè tornare a trastullarsi con le erogazioni della Fondazione Mps, fra l’altro tassativamente escluse dal Piano industriale 2014-17 della stessa Fondazione.

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La rubrica della COOL-TURA – Arte e potere: i senesi Chigi a Roma. Uno studio per Siena Capitale della Cultura 2019

16 settembre 2014 2 commenti

Mostardi, presidente Lions Club Chiusi: “ripercorrere la storia dei senesi Chigi significa sottolineare la bellezza di questo territorio, il suo genius loci e riflettere su una Siena già capitale della cultura”

Una chiave interessante per leggere i fatti di questo territorio e la vocazione internazionale di Siena: è la storia dei Chigi, i nobili di questo territorio che hanno segnato il modo di vedere, di vivere e di raccontare Roma e, un po’, anche l’Italia. Ecco di cosa si parlerà al convegno “Arte e potere: i senesi Chigi a Roma” promosso dal Lions Club di Chiusi di scena domenica 21 settembre, al Chiostro di San Francesco. Sarà il professore Mario Ascheri a ripercorrere, dalle origini, la storia di una delle famiglie più importanti d’Italia, nota a tutti anche per il grande palazzo sede del Governo italiano. “La storia dei Chigi comincia a Siena ma, come per altre famiglie senesi, registrò – spiega Ascheri – un salto di qualità con il trasferimento di alcuni suoi membri a Roma. Dopo la fondazione da parte del padre della filiale bancaria a Roma, qui, Agostino Chigi finì per avere un ruolo primario nei decenni del primo Cinquecento: negli affari e nell’arte con vicende clamorose poco note, ma senza perdere i contatti con Siena, dove autorevoli esponenti della famiglia continuarono ad operare. Il legame tra i Chigi di Siena e Roma – continua Ascheri – fu sempre presente e, oltre un secolo dopo, un altro Chigi, il cardinale Fabio, ascese al soglio pontificio con il nome di papa Alessandro VII, “il Papa del Bernini”. E i Chigi seppero portare certe qualità positive dei Senesi a Roma, non dimenticando mai la città d’origine tanto che sistematicamente ci riversarono benefici non indifferenti”. Il convegno, un momento di studio sui senesi Chigi, è un’iniziativa voluta dal Lions Club Chiusi per rendere omaggio e dare sostegno alla candidatura di Siena Capitale della cultura 2019. “Ripercorrere la storia dei senesi Chigi significa – commenta Giuseppina Mostardi, presidente Lions Club Chiusi – sottolineare la bellezza di questo territorio, il suo paesaggio naturale e artistico, ma anche capire il suo genius loci e quanto tutto questo sia stato amato e apprezzato a Roma, diventato parte integrante del Rinascimento, e per molti stimolo di cambiamento, spesso oggetto di emulazione”. Dopo il convegno, il Lions Club Chiusi sarà impegnato in un viaggio a Roma, il 18 e 19 ottobre, per ammirare alcune delle più significative opere monumentali e artistiche commissionate dai Chigi: la residenza estiva di Agostino, la Villa  Farnesina a Roma con affreschi di Raffaello, recentemente restaurata, e il complesso “chigiano” ad Ariccia, capolavoro del Bernini con la ricca dimora seicentesca e la collegiata dell’Assunta, affrescata dal Borgognone.

Mario Ascheri da IL CITTADINO ON LINE

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Rassegna Stampa – Figuracce all’anidride carbonica per il Guicciardini… I vertici MPS si aumentano lo stipendio e gli impiegati stringono la cinghia…

16 settembre 2014 Lascia un commento
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La rubrica di Don Brunetto – Ma quanto costa ai senesi l’amore per la bicicletta? Ecco cosa abbiamo scoperto

15 settembre 2014 2 commenti

Che la bicicletta sia una passione del Sindaco Bruno Valentini non è un segreto. In giunta poi ci sono altri affezionati del mezzo a due ruote a allora via con le novità. Grazie all’amico Gianni sono venuto a conoscenza di due delibere dirigenziali che stanziano in totale di euro 588.200 per due progetti che riguardano le infrastrutture per i mezzi elettrici e  il servizio di BIKE SHARING ELETTRICO.

Andiamo in ordine.

Tutto nasce da una Delibera di Giunta del 7 Marzo 2012 nello specifico la numero 143. In essa si approvavano 4 progetti (TOTALE PROGETTI 908.000,00 euro) per ottenere il finanziamento regionale per la realizzazione di interventi in materia di mobilità elettrica nel Comune di Siena, il sindaco era Ceccuzzi nella delibera che potete leggere (delibera 143 2012 clicca).

Nello stesso giorno per non farsi mancare niente fu approvata anche la delibera numero 144 che approvava il Piano d’azione del Comune per il risanamento della qualità dell’aria costo totale 1.553.000,00 euro (clicca e leggi delibera 144 2012)

Cifre non proprio basse anche se in maggior parte finanziate dalla Regione Toscana, in un momento in cui i conti del Comune non erano proprio in buono stato.

Con il passare del tempo (la Giunta Ceccuzzi che cadde prima dell’estate 2012 e con l’arrivo del Commissario) il progetto si perse nei meandri della burocrazia. Nel mese di Dicembre dello scorso anno con la delibera  numero 292  la Giunta Valentini fa una variante alle precedenti delibere citate perché il patto di stabilità 2013 non permette di comprare alle amministrazioni comunali autovetture fino al 31/12/2015, quindi viene perso il finanziamento di 420.000,00 da parte della regione per il progetto car sharing. (clicca e leggi delibera 292 2013)

Negli atti dirigenziali si fa riferimento anche ad una delibera di Giunta la numero  179 del 10/04/2014, la Giunta Comunale deliberava di destinare l’importo complessivo di €. 758.578,99= al finanziamento della costituzione di una rete regionale per la mobilità elettrica e di un servizio di bike sharing elettrico nel Comune di Siena come sotto indicato:

    1. €. 100.000,00= finanziata con proventi concessioni edilizie come indicato nella delibera G.C. n. 177 del 10/04/2014;
    2. €. 294.246,30= finanziata con proventi oneri verdi anno 2012;
    3. €. 364.332,69= finanziata con proventi oneri verdi anno 2013;

 che, con l’approvazione del Bilancio di Previsione 2014 la somma di €. 758.578,99= verrà allocata nei competenti Capitoli di spesa del Bilancio 2014 finanziata con contributo regionale e che in tale sede potrà essere definita la diversa destinazione dei fondi di cui al punto precedenti.

Ad aprile vengono scritti gli atti dirigenziali num 719 (leggi Bici elettriche) e 721 ( leggi Ricariche) che destinano risorse comunali al progetto in questione. Si arriva quindi dopo le gare d’appalto all’affidamento dei lavori sempre con determina dirigenziale (leggi Auto elettriche e Bike sharing).

 Per semplificare per le infrastrutture colonnette e totem informativi saranno spesi circa 269.000,00 euro mentre per il servizio di Bike sharing circa 390.000,00 euro.  Totale 659.000,00 euro.

Non poco anche se in maggior parte finanziati dalla Regione Toscana, che comunque utilizza sempre i nostri soldi. Forse questi spiccioletti potrebbero essere utilizzati meglio, magari prima di fare questi progetti si potrebbero sistemare strade e le infrastrutture. Auspico che chi di dovere faccia un’interrogazione al Sindaco per sapere quanti soldi dei senesi andranno in questo progetto. Tanto per non passare da retrogrado voglio far presente che sono un fan delle nuove tecnologie e credo che la mobilità elettrica sia il futuro. L’atro week-end ho guardato il primo gran premio FORMULA-E con monoposto elettriche ad alte prestazioni, ma credo tuttavia che i soldi pubblici dovrebbero essere spesi per sistemare quello che non va in città…

Giù per la piaggia!!!

Giù per la piaggia!!!

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La rubrica di Don Brunetto – Con le nomine proprio non ci siamo!!! POLTRONE CALDA ALLA ASL

15 settembre 2014 Lascia un commento

Prendo integralmente  un articolo de IL CITTADINO ON LINE. La sanità non è il mio settore, ma di nomine me ne sono sempre occupato. Se fosse vero che Don Brunetto da Monteriggioni ha sostenuto, voluto e spinto per questa nomina con l’indagato Enrico Rossi  Governatore della Regione, sarebbe una ulteriore conferma che a Siena non è cambiato assolutamente nulla… PORA SIENA e buona lettura…

IL “BALLO EXCELSIOR”: GIRO DI POLTRONE ALL’ASL7
Vale sempre il detto “Promoveatur ut amoveatur”?

SIENA. E’ iniziato il giro di valzer delle poltrone nella sanità senese.

Lascia Niccolò Pestelli, nominato nel 2012 direttore generale della Asl 7 di Siena (Il decreto di nomina era stato firmato dal presidente Enrico Rossi, la cui moglie, Laura Benedetto, aveva dato le dimissioni il 24 settembre 2011, dopo l’annuncio delle imminenti nozze con il presidente della Regione). Al suo posto Enrico Volpe che arriva da Pisa, anche se, in realtà, si tratta di un ritorno, poiché Volpe ha ricoperto vari ruoli dal ’93 in poi – sempre nel settore amministrativo dell’Asl7 – fino ad essere nominato direttore dell’Uoc controlli di gestione dell’azienda ospedaliera (fino al 2010), per poi passare ad Estav Nord Ovest come direttore amministrativo ed essere nominato nel 2012 direttore generale.
Pure da Pisa arriva Simona Dei, che ricoprirà la carica di direttore sanitario, posizione ricoperta finora all’ASL 5 di Pisa; Dei è anche  coordinatrice del gruppo operativo per la stesura del nuovo piano socio-sanitario regionale.
Roberta Volpini, attuale direttore amministrativo dell’Asl7, lascia il posto a Francesco Ghelardi. Anche per quest’ultimo si tratta in fondo di un ritorno, dato che vi ha lavorato dal ’97 al 2003 con mansioni diverse. E’ poi passato al Comune di Siena (2003-2006) in qualità di dirigente delle risorse umane. Dal 2006 al 2009 è stato direttore amministrativo della Asl di Livorno, dal 2009 al 2013 di quella di Grosseto. Dal 1° febbraio 2014 è dirigente a tempo indeterminato del Comune di Siena alla Direzione Servizi.
Pare che la richiesta di trasferimento di Ghelardi (genero di Flavio Mocenni, il cui cursus honorum potrebbe essergli d’esempio) all’Asl7 sia partita dal sindaco Valentini, che avrebbe sollecitato la nomina al presidente della Regione, Enrico Rossi. Una nomina – a quanto si dice – di squisita fattura politica, che consentirebbe al sindaco di “aprire una finestra” sull’Asl e, al contempo, inserire nella Direzione servizi una professionalità diversa e più rispondente alla esigenze del Comune.

Il video di FUFFOLO

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Rassegna Stampa – Il Monte chiude 550 filiali… La verità ti fa maleeee lo soooo… Monte dei Paschi che stress!!!

15 settembre 2014 2 commenti

La rubrica di Daniele Magrini – Il dopo Mugnaioli nel Pd Siena, finti accordi o congresso vero

13 settembre 2014 1 commento

Daniele Magrini

sede-pdO i finti accordi o un congresso vero. Il bivio del Pd senese, dopo le dimissioni di Alessandro Mugnaioli dall’incarico di segretario comunale, è tutto qui. E che le cose, senza una nuova consultazione congressuale, rischino sempre di essere non chiare, lo dimostra quanto accaduto ieri sera. Uno dei segretari dei circoli cittadini del Pd, invia un documento a nome dei segretari dei circoli della città. Solo che poco dopo si manifesta lo sconcerto di qualche segretario di circolo. Chi invia un sms dicendo di non aver mai sottoscritto quel documento, chi sta più sulle sue e dice di non aver avuto il tempo di firmarlo. L’assessore Paolo Mazzini scrive su Fb: «Dopo il gioco divertente dei libri letti e di quelli non letti, scopro stasera quello delle lettere non scritte ma firmate. Poco gioco e poco divertente». Evidentemente avrà raccolto testimonianze su qualche firma del documento, non esplicitata.

Al di là di questo, la nota non è solo un grazie a Mugnaioli. Tutt’altro. Ha una forte valenza politica: detta la linea nuova del Pd senese e suggerisce, di fatto, un ribaltone nella maggioranza consiliare. Perchè si legge nella nota: «Il nostro impegno per una Siena migliore e per un progresso della qualità dell’Amministrazione ora si dovrà rafforzare, facendo appello alle idee e alle energie delle forze di maggioranza, Sel e Riformisti, auspicando il proseguo di una collaborazione anche con il gruppo di Siena Futura». Ed esprime la necessità di «confrontarsi con tutte le suddette forze politiche». Se non è un refuso, manca Siena Cambia. Vero che il movimento è in profonda crisi di identità, ma i consiglieri comunali di Siena Cambia, lavorano e portano il loro contributo, anche di voti, alla maggioranza consiliare. Il documento dei segretari di circolo Pd – tutti o quasi – invece ignora Siena Cambia. Chissà come risponderà il movimento che fu la forza propulsiva della strategia di Valentini quando il sindaco voleva cambiare la città e il suo partito.

Ora c’è un’altra occasione di chiarimento dentro il Pd senese e provinciale. Le dimissioni di Mugnaioli, pur motivate all’80% da questioni personali, vengono all’indomani della richiesta delle sue dimissioni fatta da Stefano Scaramelli leader renziano della provincia e Juri Bettollini, renziano doc pure lui membro della segreteria provinciale. E i renziani della città stanno zitti? Tutti allineati e coperti, rispetto alla tipologia di “renzismo”, con la linea espressa dall’onorevole Luigi Dallai, certamente antagonista di fatto sul territorio, a Scaramelli? Il tandem Valentini-Mancuso, con chi starà, sia per la presidenza della Provincia, che per il nuovo segretario comunale della città, che per le candidature regionali? Mancuso qualche parola chiara è tornata a dirla. E il sindaco? Al di là del risiko interno piddino, del quale francamente ai cittadini senesi non importerà granchè, quello che gli osservatori esterni alle beghe del Pd, vorrebbero forse capire, è questo: a decidere il nuovo segretario sarà l’assemblea comunale in carica che ad ottobre 2013 fece stravincere Mugnaioli con il 60%? Semplicemente dicendo all’assemblea del 23 che nella successiva convocazione verrà espresso il nome del candidato/i alla segreteria e giocandosela senza la voce della base? Beh, non è da poco capire chi è per questa linea, che presuppone mediazioni verticistiche ed esclusive, o chi magari, invece, proponga un nuovo congresso.

Alla luce delle continui liti interne, del continuo pressing sul sindaco da parte del suo partito, delle dimissioni di Mugnaioli, almeno al 20% politiche, delle elezioni regionali sull’uscio, con Siena nel pianerottolo di ogni partita toscana. E ora, da ieri sera, sul tavolo c’è anche anche la proposta del cambio di maggioranza in Comune. Se non è roba da congresso questa, se non sono cose che avrebbero dovuto indurre i segretari di circolo a convocarli i propri circoli, prima di firmare o non aver avuto il tempo di firmare, il documento diffuso ieri. Ma evidentemente nel Pd senese si fanno altri ragionamenti. Purtroppo per la città.

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