La rubrica dei Bloggers – “Alfabeto minimo” di Luigi De Moxxi

2 settembre 2014 Lascia un commento

Ecco qua una nuova rubrica per allietare i lettori. Una rubrica che “ruberà” integralmente  i testi dagli altri bloggers senesi… Buona lettura con il primo articolo tratto dall’Eretico…. 

“Alfabeto minimo”

Oggi partiamo con tre lettere dell’alfabeto, in ordine rapsodico:

“C COME CDA Ma i membri del Cda della banca (almeno quelli di nomina locale) non erano lì per il bene ed a servizio della comunità? Applicate la revoca per giusta causa e vediamo se citano in giudizio la Fondazione per danni.

G COME GIUSTA CAUSA Siamo sicuri che non ci sia una legittima, giusta causa per revocare gli amministratori, come suggerito giustamente nel blog Il Santo da Jonathan Livingstone?

U COME UTILI La valutazione (non la distribuzione) degli utili si fa quando si è finito di estinguere i debiti strutturali, regolato il fondo di stabilizzazione e si è messa in sicurezza la Fondazione, ricostituendo un capitale significativo. Inoltre gli utili veri non derivano dalla vendita o diminuzione del patrimonio e, in questo momento, NON SI POSSONO DISTRIBUIRE”.

Superavvocato Luigi De Mossi.

 

Il Superavvocato pronto all'azione

Il Superavvocato pronto all’azione

La rubrica della COOL-TURA – La supercazzola di Siena Capitale 2019…

2 settembre 2014 Lascia un commento

Premetto, per non essere trattato da gufo, che sarei felicissimo se Siena diventasse Capitale Europea della Cultura 2019. Detto questo la domanda che frulla per la testa è la seguente:

“Potranno quelli che hanno portato Siena al disastro gestire le risorse che arriveranno se Siena vincesse la sfida?”

La mia risposta ce l’ho e voi cari lettori che ne pensate?

Ecco a voi un bel video di Giulio Stracciati “rubato” da FACEBOOK

Rassegna Stampa – 1860 come nel 2014… Quelli che vogliono fare come prima più di prima (ma un vi è bastato?)… Enrico Rossi in Video (che noia!)

2 settembre 2014 7 commenti

La rubrica di Daniele Magrini – Il patto del Bravìo e le idi di novembre

1 settembre 2014 1 commento

Ho deciso di creare una nuova rubrica con gli articoli di Daniele Magrini. Che pubblica sul suo blog all’interno del sito dell’agenzia IMPRESS.IT (clicca e leggi). Quindi buona lettura.

 

Daniele Magrini

siena2019 festa pdIl settembre senese appena cominciato pare un’anticamera delle idi di novembre. Perché quello, dopo il verdetto del 17 ottobre sulla capitale europea della cultura, sarà il mese-boa, in cui tanti nodi politiciverranno al pettine. Perché già di per sé il verdetto europeo sarà un acceleratore di fenomeni e tendenze in atto o che si intravedono. In un senso o nell’altro.

Ieri sera alla Festa de l’Unità il Pd  della città ha organizzato un dibattito sui temi forti della cultura. C’era, con Sacco, Valentini, Petti e Carli, l’ex assessore alla cultura Lucia Cresti, non l’assessore in carica, il desaparecido Massimo Vedovelli. L’evento era stato pensato quando Vedovelli era vacante, poi l’assessore è riapparso solo pochi giorni fa con annuncio sui giornali, senza nulla aver detto sulle reali motivazioni della sua sparizione dalla scena della cultura senese. Ma neppure il sindaco del resto, dice pubblicamente che continua il pressing di Mugnaioli per i cambi in giunta. Resiste. Questo si: a novembre si vedrà. Pare attendere, il sindaco, movimenti interni al suo partito, coerenti con quel rinnovamento che lui aveva garantito e che invece ha preferito accantonare subito, per non rischiare di essere accantonato lui dal suo partito.

Ma con chi lo faccio il rinnovamento, sembrerebbe il pensiero di Valentini? Un po’ di ragione c’è l’ha, perché quel movimento trasversale a sinistra che lo aveva spinto alla vittoria prima delle primarie e poi delle elezioni, pare disperso nel nulla. Siena cambia annuncia di aver rinnovato 40 delle 80 adesioni dello scorso anno e ha immolato il suo dna innovativo al servizio di una pedissequa azione governativa di supporto al Valentini, che dopo tutto non ne ha bisogno, visto che media tutto con il Pd ceccuzziano della città. Ed è questa la mediazione che gli garantisce di restare in sella.

Dentro il Pd senese, la novità dei cosiddetti “giovani responsabili”, che di fatto bloccò le modifiche di giunta, pare in stand-by. Dopo le ferie proveranno a prendersi quella maggioranza del partito comunale, che potrebbe rappresentare la novità di stagione? Forse si forse no, ma se rinunceranno, faranno la fine dei bambini sperduti nell’isola che non c’è di Peter Pan. Che non restino meteora, ci conta molto, pare di capire, il vicesindaco Fulvio Mancuso, che sembrava il centravanti di sfondamento del rinnovamento della politica cittadina e che invece dalla vicenda Clarich in poi, si è ritagliato un ruolo di mezzala di regia, dal tocco di qualità certamente, ma ora i gol della squadra che voleva cambiare Siena e il Pd, chi li fa?

I renziani, oggettivamente marginali in città, autobeffatisi sin dai tempi delle parlamentarie, quando mandarono in Parlamento, con la maglietta del renziano doc Luigi Dallai in realtà garante del Pd della città e affatto in sintonia con Stefano Scaramelli, coordinatore dei comitati renziani della provincia. Fatto finta di niente con il nulla di fatto dei congressi annacquati dal mega-accordo, che ha visto un Pd senese affatto attraversato dal vento renziano, ora appunto da questo settembre a novembre e oltre, i nodi verranno al pettine anche per i renziani. A luglio Scaramelli ha detto parole chiare, sul “ceccuzianesimo” che rappresenta il vecchio. Ora ha di fronte due appuntamenti che appaiono cartine di tornasole: le elezioni di secondo grado per il presidente della Provincia, e le candidature per le regionali.

Su quest’ultimo fronte, Scaramelli parte con il vantaggio che Renzi di lui si fida. Lo ha voluto in Direzione nazionale, ma in provincia le partite sono più difficili e meno scontate. Per la presidenza della Provincia, per esempio, Emiliano Spanu, sindaco di Rapolano, renziano della prima ora, rischia di essere immolato dai suoi, in virtù del patto del Bravìo, tra Valentini, il sindaco di Poggibonsi Bussagli e quello di Montepulciano Andrea Rossi. Sarebbe quest’ultimo il presidente sostenuto dal patto del Bravìo, come accadeva nel Pci di una volta, con gli accordi tra Valdelsa e Valdichiana, e Siena a far finta di contare. Una soluzione che potrebbe essere graditissima anche da dal segretario provinciale Niccolò Guicciardini, soprattutto se decidesse di correre per la candidatura regionale. Anche in questo caso Valentini, anziché schierarsi con il collega “renziano” Spanu, protagonista della prima ora di un progetto di rinnovamento che li vedeva insieme, ha preferito vivacchiare all’ombra del patto del Bravìo. Scaramelli subirà, magari aderendo, o i renziani se la giocheranno la partita, aprendo le danze verso le idi di novembre e più oltre verso le candidature per le regionali? Chissà se prima o poi qualcuno rifletterà che a Siena, ormai, se non finiranno i comportamenti senza coraggio e senza rottura netta con i grandi strateghi del passato-presente, la giunta Valentini potrà pure continuare la sua incerta navigazione al riparo del Pd. Ma di fronte ai cittadini senesi, il naufragio del rinnovamento, dopo lo scempio del passato, sarà evidente.

Rassegna Stampa – La FUFFA impera a Siena!… Guiggiani si spiega con Impegno per Siena…

1 settembre 2014 2 commenti
Categorie: rassegna stampa

Rassegna Stampa – Falorni vs Pietraserana la saga continua… Questo Presidente è poco Clarich!!!

30 agosto 2014 4 commenti
Categorie: rassegna stampa

Libero Contributo – Quando Valentini ringraziò Tucci e fece la serenata a Pietraserena

29 agosto 2014 3 commenti

Per quanto riguarda l’intervento del professor Buccianti, che faceva parte del mio comitato elettorale nel 2013, lo condivido in pieno, ed apprezzo la sua coerenza ad unire le forze, come del resto feci anch’io scegliendo al ballottaggio il candidato Neri. Quello che non condivido è che l’appello “all’unità di intenti” venga da coloro che hanno lavorato per la divisione e gli organi di informazione di un anno fa lo dimostrano.

Penso, a questo proposito, che sia opportuno fare alcune precisazioni riguardo alle elezioni amministrative del 2013 a Siena, fatti non poi tanto lontani, si tratta di circa un anno fa.

Mi piace sempre documentare ciò che affermo, questo nel rispetto dei lettori, degli elettori e di coloro che non sono andati a votare per l’occasione storica del ballottaggio del 2013. Da tenere presente che l’associazione “Pietraserena” appoggiava la lista “Cittadini di Siena”, che aveva candidato a sindaco Enrico Tucci.

Partiamo dai numeri del ballottaggio:

Eugenio Neri 11.146 voti

Bruno Valentini 12.076 voti

Differenza  930 voti

L’astensionismo fu il primo partito, ma come si sa se a votare si va in tre, vince chi prende due voti. Anche se il resto è stato a casa.

Scorriamo alcuni titoli degli organi di informazione di quei quindici giorni

Il Cittadinoonline 29 maggio 2013 post delle ore 18,56

“Cittadini di Siena ed Enrico Tucci ringraziano gli elettori. Il gruppo si mette a disposizione della comunità come punto di aggregazione e di riferimento”. E all’interno si legge: “Ringraziamo anche quel 30 per cento ed oltre di elettori  che non hanno votato perché hanno mandato alle forze politiche un messaggio per quanto ci riguarda molto chiaro… (…)”. Con i messaggi non si vincono le elezioni, le elezioni si vincono con i voti.

La Nazione Siena 31 maggio 2013 pagina 3

“Enrico Tucci (Cittadini di Siena) Serve una rottura con il passato, nessun apparentamento”.

E All’interno: “Conferma di non voler fare apparentamenti con nessuno Enrico Tucci. Starà a guardare (…)”.

La Nazione Siena 2 giugno 2013

“Valentini: avanti con i progetti. Non cediamo al potere”. Ed all’interno si legge: “A questo punto – commenta Valentini – c’è quasi da guardare con ammirazione a Tucci e i suoi, che resistono alle sirene del potere, forti di una scelta etica. Per me l’apparentamento è sulle cose da fare e penso che sul programma  possano trovarsi punti di convergenza. A PIETRASERENA DICO CHE ANCHE LA MIA SCELTA DELLA PROSSIMA CLASSE DIRIGENTE SARA’ MERITOCRATICA, SULLE COMPETENZE”.

Corriere di Siena 3 giugno 2013

“Appello delle liste civiche: l’astensione è un voto al vecchio sistema”.

“Tucci sta lavorando per il Sistema Siena. Per noi è imperdonabile stare alla finestra”.

Corriere Fiorentino 8 giugno 2013

“Siena: il Pd dei separati in casa contro l’alleanza di tutti gli ex”.

E all’interno si legge: “(…) Ma l’incognita è l’astensione, pur in una città come Siena ad alta partecipazione elettorale. Ci sono infatti tre candidati del primo turno che stanno invitando i loro elettori ad andare al mare. Laura Vigni della Sinistra, Michele Pinassi del M5S ed Enrico Tucci con la sua lista civica”.

Corriere di Siena 11 giugno 2013

“Opposizione con 5Stelle e  Sinistra per Siena. Enrico Tucci chiama a raccolta i ‘duri e puri’ per contrastare i vincitori”.

Corriere di Siena 13 giugno 2013

“Ho mantenuto ciò che ho promesso. Nessun patto con il sistema Siena”.

E all’interno si legge: “Enrico Tucci, leader di Cittadini di Siena, non è stato mai chiamato in causa così tanto, come nella fase post elettorale, a fronte dei risultati del ballottaggio. Perché per molti osservatori il suo bel serbatoio di voti, nel caso in cui fosse stato canalizzato, sarebbe stato decisivo per far pendere la bilancia dalla parte di Eugenio Neri”.

Ad oggi, in Italia, si governa dopo aver vinto le elezioni. Al ballottaggio ci vanno in due,  se a votare ci vanno tre elettori, vince il candidato che prende due voti. Quindi se l’intenzione di TucciSemplici & C., era di cambiare davvero sapevano come fare.

Per quanto mi riguarda, ho sempre espresso la mie opinioni in consiglio comunale, perché sono consigliere comunale; mi sono presentato quattro volte e sono sempre stato eletto, a differenza di altri che si sono candidati più volte e non sono stati eletti. Un motivo ci sarà.

La sede dove ho ritenuto opportuno esprimermi è il consiglio comunale, non ho tempo di fare vasche per il corso, in su e giù, a fermare le persone.

Anche per quanto riguarda i miei interventi sulla Banca Mps, li ho fatti nella sede istituzionale dove ero stato eletto, e gli atti sono lì a confermarlo.

Per quanto riguarda “unire le forze”. Solo un anno fa, Tucci cercò l’alleanza con M5S e Sinistra per Siena, in tutto quattro consiglieri comunali. E’ questo il modo di unire le forze? Con quattro amici al bar non si cambia il mondo e non si va al governo! Non a caso Valentini, dopo il primo turno, ringraziò pubblicamente “Tucci e i suoi” di aver invitato i suoi elettori ad indossare pinne ed occhiali ed andare al mare per il ballottaggio.

Per quanto riguarda i “buoni pastori”, la perfezione non è di questo mondo, esiste però il momento delle scelte e qui bisognava scegliere, e tra Valentini e Neri, colui che tagliava con il passato non era certo Valentini, come i fatti stanno oggi dimostrando, quindi favorirlo con l’astensione è stato un errore politico. Infine “le idee credibili per il futuro” si realizzano governando e quindi prendendo la maggioranza dei voti, non disertando le urne.

Questi sono i fatti documentati. Sulle motivazioni di favorire così il candidato Valentini, in una occasione storica come il ballottaggio del 2013, ognuno faccia le sue riflessioni, non azzardo ipotesi.

Marco Falorni

Marco Falorni

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